Il porto d'armi è costantemente sotto la lente d'ingrandimento dell'Amministrazione, e non solo per reati specifici legati alle armi. Due recenti pronunce lo confermano: il Consiglio di Stato, Sezione III, 27/01/2025, n. 00596 e il TAR Toscana, Sezione IV, 11/04/2025, n. 674.
Il Consiglio di Stato ha ribadito che la conflittualità familiare (liti, esposti, cause civili o penali tra parenti) è motivo sufficiente per la revoca del porto d'armi e il divieto di detenzione, anche se non c'è stato un uso improprio dell'arma. L'Amministrazione valuta il rischio potenziale che un clima di tensione possa degenerare. Parallelamente, il TAR Toscana ha chiarito che la remissione della querela o l'assenza di una condanna penale non impediscono la revoca se i fatti (come liti domestiche o condotte prevaricatrici) dimostrano comunque una scarsa affidabilità.Questo significa che il giudizio amministrativo è autonomo rispetto a quello penale e si basa su una valutazione complessiva della vostra condotta di vita. La "perfetta e completa sicurezza" richiesta per il porto d'armi è un requisito che va mantenuto costantemente, e qualsiasi episodio che ne mini la percezione può portare alla perdita del titolo.Per la mia esperienza professionale, questo è uno dei casi più comuni. Basta una lite e una moglie (nel caso più frequente) che presenti una querela in un momento di rabbia per mettere a rischio la licenza. Non serve a nulla che la querela sia stata ritirata perchè prevale la legge del sospetto. Si può intervenire anche dopo ma è più facile intervenire quando la querela è ancora in piedi. Se la tua licenza di porto d'armi è a rischio a causa di liti familiari, procedimenti penali non definitivi o altre situazioni che mettono in discussione la tua affidabilità, non sottovalutare la situazione. Contattami per un confronto informale sulla tua situazione. Puoi trovare tutti i miei riferimenti nella pagina contatti

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