La Corte di Cassazione penale, con la sentenza n. 10006 del 13 marzo 2025, ha fornito un importante chiarimento in materia di illeciti venatori, ribadendo la ferma posizione della giustizia nei confronti di chi viola le normative sulla caccia e sul possesso di armi. La pronuncia Corte di Cassazione, Sezione I Penale, 13/03/2025, n. 10006 ha confermato la responsabilità penale per il porto abusivo di fucile da caccia e munizionamento senza la necessaria licenza, sottolineando la gravità di tali condotte.
Ma non solo: la Suprema Corte ha anche sanzionato l'esercizio dell'attività venatoria con l'ausilio di richiami acustici a funzionamento elettromagnetico, strumenti espressamente vietati dalla legge. La sentenza ha evidenziato come il possesso di un telecomando per tali richiami, trovato acceso, unitamente al tentativo di occultare l'arma, costituiscano prove gravi e concordanti di un'attività venatoria illecita. Questo rafforza il principio secondo cui gli elementi indiziari, se precisi e univoci, possono fondare un giudizio di colpevolezza.Un altro aspetto cruciale affrontato dalla Cassazione riguarda l'inammissibilità di ricostruzioni alternative dei fatti. La Corte ha chiarito che tali ipotesi difensive non possono essere prese in considerazione se prive di riscontri oggettivi e, soprattutto, se smentite dalle osservazioni e dai rilievi della polizia giudiziaria. Questa decisione ribadisce l'importanza delle prove raccolte sul campo e la necessità di un approccio rigoroso nell'accertamento delle responsabilità penali in ambito venatorio.Anche qui massima attenzione e prevenzione. Uno dei pericoli è anche il litigare violentemente con guardie venatorie ed altri operanti. Il principio è sempre lo stesso: meglio evitare e non peggiorare. Un processo penale (anche se vittorioso) mè sempre peggio di un pò di selvaggina o meno della soddisfazione di un sentito me motivato "vaffa ...". Per qualsiasi problema concreto contattatemi cliccando su contatti .

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