Cari amici tiratori, cacciatori e appassionati di armi, quante volte avete sentito dire che basta avere un parente con qualche "precedente" per vedervi negare il porto d'armi? Ebbene, la giurisprudenza sta mettendo un freno a questi automatismi. Una recente sentenza del TAR Calabria, Sezione Staccata di Reggio Calabria, 18/03/2024, n. 217 ha chiarito un punto fondamentale: il mero rapporto di parentela con soggetti controindicati non può, da solo, giustificare il diniego porto d'armi.
L'Amministrazione non può più limitarsi a un'indagine superficiale. Deve motivare il provvedimento basandosi su elementi di fatto esplicitamente collegati alla persona del richiedente, dimostrando un'incidenza concreta di tali rapporti sulla probabilità che proprio voi abusiate delle armi. Un diniego fondato solo su legami familiari, senza un'istruttoria specifica e personalizzata, è illegittimo. Questo significa che l'Autorità deve provare che la vostra condotta personale è compromessa da queste frequentazioni, non solo che esistono.È un principio di diritto importante che tutela la vostra affidabilità individuale. Se vi trovate di fronte a un diniego porto d'armi per parentela o a una revoca porto d'armi basata su motivazioni generiche, sappiate che avete il diritto di far valere le vostre ragioni.Hai ricevuto un diniego o una revoca del porto d'armi basata su motivazioni che ti sembrano ingiuste o superficiali? Non lasciare che un automatismo comprometta la tua passione o il tuo diritto. Contattami per un confronto informale sulla tua situazione. Puoi trovare tutti i miei riferimenti nella pagina Contatti.

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